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Patente a punti: facciamo chiarezza

La sentenza depositata oggi della Corte Costituzionale (27/2005) dichiarando illegittimo l’art.126 bis comma 2 del codice della strada, ci porta verso la legge dopo le modifiche dell'agosto del 20003.
Di fatto la sentenza recita: "I punti alla patente possono essere tolti solo a chi viene identificato nel commettere l’infrazione ergo quando si riceve un verbale per un’infrazione commessa dal proprio veicolo, e oltre alla multa è previsto di levare punti, se entro 30 giorni non si comunicano all’autorità i dati di chi fosse alla guida in quella specifica circostanza, i punti non verranno più levati al proprietario... quest’ultimo dovrà pagare un’ulteriore sanzione (art.180 comma 8: da 343,35 a 1276,55 euro".
Questa la motivazione della corte: "…la sanzione pur essendo di natura personale, non appare riconducibile ad un contegno direttamente posto in essere dal proprietario del veicolo e consistente nella trasgressione di una specifica norma relativa alla circolazione stradale". Si è violato di fatto l’art.3 della Costituzione (l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) sotto il profilo dell’irragionevolezza della disposizione.

Cosa cambia ? Se non c'è l'identificazione del trasgressore resta per il proprietario l'obbligo di fornire entro 30 gg il nome e la patente di chi era alla guida del veicolo. Se ciò non avviene a suo carico scatta solo la sanzione pecuniaria.

Patente a punti

  • Chi non ha perso punti guadagna un bonus extra di 2 punti per ogni biennio senza infrazioni, fino ad un max di 30 punti.

  • Passati 2 anni dal compimento dell'ultima infrazione, i punti ritornano comunque a 20.

  • 34 milioni le patenti in Italia

  • 30 milioni le patenti a punteggio pieno

  • 11 milioni i punti sottratti fino ad ora ai 4 milioni di trasgressori

  • 12,7 i milioni di punti previsti come sottratti al 30 giugno 2005

  • 2,8 i già colpiti dalla decurtazione e previsti 3,2 milioni al 30 giugno

  • Milano è la provincia nella quale si sono persi più punti. Bari la città più colpita dalle sanzioni

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Rosso Stop !?

Ci sono oltre 150mila automobilisti che hanno ricevuto a casa multe da 137 euro più notifica con una foto che ritraeva la loro auto in prossimità di un semaforo rosso e con e 6 punti in meno.

Chi ha pagato potrà fare ricorso rivolgendosi alle prefetture, ai giudici di pace o meglio ancora a noi.

Chi non ha ancora pagato la contravvenzione, che contestava l'articolo 146.3 del nuovo codice della strada, avrà la multa annullata se comminata prima del 18 marzo.

Il sistema con il quale venivano comminate le multe si chiamava "rosso stop". Vicino ai semafori c'era una colonnina con una macchina fotografica che scattava quando il semaforo diventava rosso. Ma dalle multe spesso non si capiva se l'automobilista stesse effettivamente passando con il rosso.

A Modena nel 2003 sono state emesse circa 33mila multe per semaforo rosso. Nel 2001 erano state solo 4500. A Bergamo dove gli apparecchi erano in funzione in 20 punti della città (Albano, Bonate Sotto, Brambate di Sopra, Tresezzo) ci sono state 8500 multe. A Como, Ancona, Modena e Padova il rosso stop ha creato problemi in molte zone.

Queste macchine fino al 18 di marzo non erano omologate per cui le contravvenzioni fino ad allora vanno tutte tolte. Rimane comunque la perplessità su uno strumento come questo che non funziona affatto come preventivo ma come repressivo contrariamente comunque ai principi costituzionali.

Ritengo che sussista almeno un secondo motivo per il quale tali sanzioni non siano da ritenersi giustificate: un veicolo che stesse transitando ad un semaforo verde in una situazione a prima vista idonea per completare la manovra in perfetta regolarità è sempre soggetto alla possibilità di venir in modo imprevedibile contrastato da una situazione nuova, quale il blocco od il rallentamento improvvisi del veicolo che precede, e finire così, per aver acquisito un inopinato ritardo di magari pochi secondi, nella posizione irregolare di chi passa con il semaforo giallo o addirittura mentre il rosso sta scattando. Del resto per evitare questo rischio non esiste, ne è attuabile, alcuna linea di condotta preventiva.

Se infatti è vero che il comportamento dell'automobilista che va ad occupare l'area di incrocio già intasata è assolutamente censurabile - poiché tale manovra ostacolerà in modo del tutto prevedibile il flusso veicolare di altre provenienze allorché queste avranno il via libera - d'altra parte non è pensabile sostituire nelle grandi città la prassi di procedere agli incroci semaforizzati in colonne continue di mezzi, in particolare imponendo all'automobilista di attendere prima di intraprendere l'attraversamento, oltre alla luce verde, che la manovra sia stata completata dal veicolo che lo precede.

Solo in tale maniera si avrebbe la certezza di evitare imprevisti nell'attraversamento degli incroci semaforizzati, perché ogni mezzo si troverebbe a percorrerli in perfetta autonomia, ma adottare tale metodo avrebbe come effetto immediato quello di paralizzare completamente la circolazione veicolare stradale italiana.

Imprevisti nell'attraversamento degli incroci semaforizzati
Transitando ad un semaforo verde, in una situazione a prima vista idonea per completare la manovra in perfetta regolarità, è sempre soggetto alla possibilità di venir in modo imprevedibile contrastato da una situazione nuova, quale il blocco od il rallentamento improvvisi del veicolo che precede, e finire così, per aver acquisito un inopinato ritardo di magari pochi secondi, nella posizione irregolare di chi passa con il semaforo giallo o addirittura mentre il rosso sta scattando.

Del resto per evitare questo rischio non esiste, ne è attuabile, alcuna linea di condotta preventiva. Se infatti è vero che il comportamento dell'automobilista che va ad occupare l'area di incrocio già intasata è assolutamente censurabile - poiché tale manovra ostacolerà in modo del tutto prevedibile il flusso veicolare di altre provenienze allorché queste avranno il via libera - d'altra parte non è pensabile sostituire nelle grandi città la prassi di procedere agli incroci semaforizzati in colonne continue di mezzi, in particolare imponendo all'automobilista di attendere prima di intraprendere l'attraversamento, oltre alla luce verde, che la manovra sia stata completata dal veicolo che lo precede.

Solo in tale maniera si avrebbe la certezza di evitare imprevisti nell'attraversamento degli incroci semaforizzati, perché ogni mezzo si troverebbe a percorrerli in perfetta autonomia, ma adottare tale metodo avrebbe come effetto immediato quello di paralizzare completamente la circolazione veicolare stradale italiana.

 

Multe / Multe pazze

 

Non più cauzioni per le contestazioni alle multe

La cauzione per il ricorso al giudice di pace contro le multe stradali è stata dichiarata illegittima da una sentenza della Corte Costituzionale (n.114/04) perchè di fatto limita il diritto alla difesa, che ognuno deve poter esercitare "indipendentemente dalla differenza di condizioni personali e sociali". Contro questa, praticamente il doppio della multa da pagare sono arrivate centinaia di ricorsi alla Consulta.

La cauzione era stata introdotta dalla legge 214/03, in base alla quale "il ricorrente deve versare presso la cancelleria del giudice di pace una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione" restituibile solo in caso di accoglimento del ricorso. Le sanzioni delle multe vanno da un minimo ad un massimo che è 4 volte il minimo. Pertanto se l'automobilista, quando riceve il verbale, paga entro 60 giorni deve versare il minimo e così chiude la pratica, ma non può fare più ricorso né al prefetto, né al giudice di pace. Se non paga e decide per il ricorso, può presentarlo al prefetto, che spesso o quasi sempre lo boccia, oppure al giudice di pace: nella prima ipotesi sopporta solo la spesa di una raccomandata, nel secondo caso versava una cauzione che era la metà del massimo della multa, quindi il doppio dell'importo minimo che avrebbe pagato per chiudere.

Un provvedimento che decimava di fatto i ricorsi per il semplice motivo che, anche in caso di vittoria, la restituzione della somma avveniva in tempi molto lunghi e l'automobilista preferiva liberarsi subito della contravvenzione pagando il minimo, cioè la metà della cauzione. Ora si cambia registro

Per chiedere di fare ricorso occorre compilare il form sotto

 

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